
Come mescolare le carte: tecniche e quante volte farlo
Come mescolare le carte: mescolata all'americana, ponte, overhand e lavaggio, perché servono sette mescolate e come mescola un croupier.
In breve
Per mescolare le carte bene, il metodo più semplice ed efficace è la mescolata all'americana sul tavolo (riffle): si divide il mazzo in due metà, si sollevano gli angoli con i pollici e si lasciano cadere le carte intercalate. Con sette mescolate all'americana un mazzo da 52 carte è praticamente casuale; per una partita in casa di solito bastano quattro mescolate e un taglio. La mescolata classica a mano (overhand) è più facile e consuma meno le carte, ma mescola pochissimo: servirebbero migliaia di passate per arrivare allo stesso risultato.
- Mescolata all'americana: la tecnica dei casinò e quella che mescola di più a ogni passata
- Overhand, la mescolata a mano: facile, ma insufficiente se usata da sola
- Lavaggio (stendere le carte coperte e rimescolarle sul tavolo): ideale per un mazzo nuovo e per le mani piccole
- Distribuire le carte in mucchietti non mescola: separa solo carte che erano vicine
Mescolare sembra un gesto senza segreti, finché qualcuno al tavolo non si lamenta che escono sempre le stesse mani, o finché un mazzo nuovo non comincia a incurvarsi già alla seconda partita. Dietro ci sono due questioni diverse. Una è tecnica: come muovere le carte senza mostrarle, senza piegarle e senza farle cadere. L'altra è matematica: quante volte bisogna ripetere il gesto perché l'ordine finale sia davvero imprevedibile. In questa guida trovi entrambe le cose, tecnica per tecnica, con quello che hanno misurato i matematici che hanno studiato il problema e con quello che prevedono i regolamenti dei casinò e dei tornei.
Come mescolare le carte: le tecniche dalla più facile alla più difficile
Ci sono molti modi di mescolare le carte, ma quasi tutti sono varianti di cinque gesti di base. Prima di vedere i passaggi, conviene sapere che cosa fa ciascuno al mazzo, perché non tutti mescolano allo stesso modo né trattano le carte allo stesso modo.
| Tecnica | Difficoltà | Capacità di mescolare | Usura del mazzo | Dove si usa |
|---|---|---|---|---|
| Overhand (mescolata a mano) | Bassa | Molto bassa per passata | Bassa | Partite in casa, magia |
| Mescolata indiana | Medio-bassa | Molto bassa per passata | Bassa | Magia, partite informali |
| Mescolata all'americana sul tavolo | Media | Alta | Media (si piega l'angolo) | Casinò e tornei |
| All'americana in aria con ponte | Medio-alta | Alta | Medio-alta (si incurva tutta la carta) | Partite in casa, cardistry |
| Mucchietti (pile shuffle) | Molto bassa | Nulla se l'ordine è fisso | Molto bassa | Contare le carte, giochi di carte collezionabili |
| Lavaggio (wash o chemmy) | Molto bassa | Alta se dura abbastanza | Medio-bassa (il dorso sfrega sul tavolo) | Mazzo nuovo al casinò, tornei, bambini |
La colonna della capacità di mescolare è quella che sorprende di più. L'overhand, che è il modo più comune di mescolare nelle partite in casa, è di gran lunga quello che mescola meno. Lo spieghiamo con i numeri più avanti.
1. Overhand, la mescolata classica a mano
È il modo di mescolare che quasi tutti impariamo da piccoli: il mazzo di taglio in una mano e l'altra mano che lascia cadere piccoli gruppi di carte da una parte all'altra. In inglese si chiama overhand shuffle ed è il modo di mescolare più diffuso in Europa e in America, anche con le carte da 40 come le napoletane.
- Tieni il mazzo di taglio con la mano dominante, con il pollice su un lato lungo e le altre dita sull'altro, e le facce rivolte verso il palmo dell'altra mano.
- Con il pollice dell'altra mano, appoggiato sul dorso della prima carta, trattieni poche carte mentre sollevi la mano dominante.
- Quelle carte cadono nel palmo della mano che riceve. Riabbassa la mano dominante e ripeti, lasciando cadere ogni gruppo sopra il precedente.
- Continua finché la mano dominante resta senza carte. Questa è una passata.
- Ripeti più passate e finisci con un taglio.
Guardato con calma, l'overhand prende il mazzo a pacchetti e li impila in ordine inverso. Le carte all'interno di ogni pacchetto restano insieme e nello stesso ordine. Se i pacchetti sono grandi, ed è quello che succede quando si mescola in fretta, carte che erano vicine restano vicine anche dopo molte passate. Per questo, se qualcuno raccoglie le carte di una presa o di una scala e mescola solo a mano, è facile che parte di quella combinazione esca di nuovo nella mano successiva.
2. Mescolata indiana
Assomiglia all'overhand, ma il mazzo è tenuto in orizzontale e il movimento lo fa l'altra mano. È molto usata dai prestigiatori perché permette di controllare le carte con discrezione, ed è anche un'alternativa comoda per chi si stanca della posizione dell'overhand.
- Tieni il mazzo coperto con la mano dominante per i lati corti: il pollice a un'estremità e il medio all'altra, con l'indice appoggiato sopra.
- L'altra mano si avvicina da davanti e pizzica alcune carte dall'alto con il pollice e il medio.
- Quella mano tira il pacchetto verso l'esterno finché si libera e lo lascia cadere nel palmo. L'indice, sull'estremità anteriore, fa da fermo perché le carte cadano in squadra.
- Torna a prendere un altro pacchetto e lascialo cadere sopra il precedente. Ripeti fino alla fine.
A lavorare è la mano che riceve le carte, non quella che le tiene, e la velocità conta meno della scioltezza: pacchetti piccoli e regolari. Quanto a capacità di mescolare, ha lo stesso problema dell'overhand, perché anche questa sposta blocchi di carte senza intercalarle.
3. Mescolata all'americana sul tavolo
È la tecnica usata dai croupier e quella che mescola di più a ogni passata, perché intercala le carte di due metà invece di spostare blocchi. Farla sul tavolo ha in più due vantaggi: le carte non si sollevano, quindi nessuno vede le facce, e si piegano solo gli angoli.
- Metti il mazzo coperto sul tavolo, in orizzontale. Taglia circa la metà superiore e mettila accanto, sempre in orizzontale.
- Tieni ogni metà con i pollici sull'angolo interno (quello più vicino all'altra metà), l'indice sopra e le altre dita dietro, sul lato lungo.
- Avvicina le due metà formando una V rovesciata, con gli angoli interni che quasi si toccano e il vertice lontano da te.
- Solleva un poco gli angoli interni con i pollici, curvando le carte quanto basta, e rilascia poco alla volta perché le carte delle due metà cadano alternate e si sovrappongano di qualche millimetro.
- Spingi le due metà una contro l'altra finché si incastrano e pareggia il mazzo con le dita, senza toglierlo dal tavolo.
All'inizio le carte cadono a blocchi. Con la pratica si riesce a farle cadere una o due alla volta, ed è questo che dà una buona mescolata. Basta che si sovrappongano gli angoli: non serve infilare una metà intera dentro l'altra.
Ecco come resta, per esempio, un mazzo ordinato di 12 carte dopo una mescolata all'americana, se la metà superiore erano le picche e quella inferiore i cuori. Le carte si intercalano, ma ogni metà conserva il suo ordine:
Questo dettaglio, cioè che ogni metà mantiene il suo ordine interno, è la chiave per capire perché una sola mescolata all'americana non basta e perché i matematici parlano di sette. Lo vediamo nella sezione su quante volte bisogna mescolare.
4. All'americana in aria con il ponte (bridge)
È la mescolata dei film: si fa con il mazzo in mano e si conclude con il «ponte», un arco in cui le carte si riuniscono da sole con un suono caratteristico. Mescola come quella sul tavolo; il ponte è solo un modo scenografico di riunire le due metà.
- Taglia il mazzo in due metà e tienine una per mano, in verticale, con i pollici sull'estremità corta interna e le altre dita su quella esterna.
- Avvicina le due metà finché le estremità interne quasi si toccano e piega leggermente ogni metà verso l'alto con i pollici.
- Rilascia le carte poco alla volta con i pollici perché cadano intercalate, sovrapponendosi al massimo di un paio di centimetri.
- Per il ponte, metti i pollici sopra, al centro della zona in cui si incrociano le due metà, e le altre dita sotto.
- Spingi verso l'alto con le dita per incurvare tutto il mazzo ad arco e allenta la pressione poco a poco: le carte scivolano e cadono le une sulle altre.
- Pareggia il mazzo.
Il ponte incurva la carta intera e non solo l'angolo, quindi è la tecnica che mette più alla prova il mazzo se si esagera. Basta un arco leggero perché le carte cadano. Se dopo una serata noti che il mazzo è rimasto curvo, riunisci le carte e piegale con delicatezza dal lato opposto, oppure lasciale sotto un peso per una notte. Se ti interessa la parte spettacolare, il ponte è anche uno dei primi movimenti che si imparano nel cardistry per principianti.
5. Mescolata a mucchietti (pile shuffle)
Consiste nel distribuire le carte una alla volta in diversi mucchietti, come se si desse le carte a più giocatori, e poi impilare i mucchietti. È diffusa tra i giocatori di carte collezionabili e con i bambini, perché non richiede alcuna abilità.
- Distribuisci le carte coperte in cinque, sei o sette mucchietti, una carta per ciascuno a turno.
- Finite le carte, raccogli i mucchietti in un ordine qualsiasi e impilali.
6. Il lavaggio: wash, chemmy o scramble
È la tecnica più antica e la meno tecnica: si stendono le carte coperte sul tavolo e si rimescolano con i palmi, con movimenti circolari, per poi riunirle in un mazzo. In inglese ha molti nomi: wash, scramble, chemmy, Irish shuffle o, nel gergo di alcuni matematici, smooshing.
- Stendi le carte coperte su una superficie liscia e pulita, possibilmente un panno da gioco.
- Con le due mani aperte, rimescola le carte con movimenti circolari, facendole incrociare le une sopra le altre. Assicurati di muovere anche quelle ai bordi.
- Continua a lungo: almeno mezzo minuto, meglio un minuto.
- Riunisci le carte senza girarle, pareggia il mazzo e prosegui con un paio di mescolate all'americana e un taglio.
I casinò lo usano soprattutto quando entra in gioco un mazzo nuovo, che arriva ordinato di fabbrica seme per seme, e poi lo abbinano a mescolate all'americana. Nel poker di solito si salta nelle mani normali perché è lento e occupa molto spazio. In compenso, è la tecnica perfetta per i bambini e per chiunque abbia difficoltà con le mani, purché si faccia abbastanza a lungo (il perché è nella sezione seguente).
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Vedi il catalogo di carte →Quante volte bisogna mescolare un mazzo di carte perché sia casuale?
La cifra che circola è sette, e ha un'origine precisa. Nel 1992 i matematici Dave Bayer e Persi Diaconis pubblicarono sulla rivista Annals of Applied Probability un articolo dal titolo scherzoso, «Trailing the Dovetail Shuffle to Its Lair» (più o meno «seguendo la mescolata all'americana fino alla sua tana»), in cui calcolarono con esattezza la probabilità di ogni ordinamento del mazzo dopo un certo numero di mescolate all'americana. Diaconis, professore a Stanford, è anche un prestigiatore con decenni di esperienza nel mescolare.
Per il calcolo usarono un modello matematico della mescolata all'americana fatta da una persona, noto come modello di Gilbert-Shannon-Reeds: il mazzo si taglia più o meno a metà e le carte cadono da ciascuna metà con una probabilità proporzionale a quelle che le restano. Le prove con mescolate reali hanno mostrato che il modello descrive bene come mescola una persona qualunque.
Che cosa dicono i numeri
Per misurare quanto un mazzo è lontano dall'essere perfettamente mescolato, Bayer e Diaconis usarono una distanza che vale 1 quando il mazzo è del tutto ordinato (o del tutto prevedibile) e 0 quando tutti gli ordinamenti sono ugualmente probabili. Questi sono i loro risultati per 52 carte:
| Mescolate | Distanza | Che cosa significa |
|---|---|---|
| Da 1 a 4 | 1,000 | In senso stretto, praticamente per nulla mescolato |
| 5 | 0,924 | Comincia a mescolarsi |
| 6 | 0,614 | Migliora molto, ma resta ancora traccia dell'ordine iniziale |
| 7 | 0,334 | Soglia abituale Sotto la metà; da qui in poi ogni mescolata migliora poco |
L'aspetto interessante della tabella non è il sette in sé, ma la forma della curva. Per quattro mescolate il mazzo conserva ancora molta informazione sul suo ordine iniziale; tra la quinta e la settima, quell'informazione crolla; e dopo, continuare a mescolare aggiunge poco. I matematici chiamano questo salto brusco effetto soglia (cutoff). Bayer e Diaconis dimostrarono inoltre che il numero di mescolate necessarie cresce molto lentamente con la dimensione del mazzo, perché dipende dal logaritmo del numero di carte: un mazzo doppio da 104 carte richiede solo circa una mescolata e mezza in più di uno da 52.
C'è un modo intuitivo di capire perché quattro non bastano. Come si vede nel disegno delle dodici carte, dopo una mescolata all'americana il mazzo è formato da due sequenze ordinate intrecciate. Dopo due mescolate, da un massimo di quattro; dopo tre, da otto; e così via, raddoppiando ogni volta. Con cinque mescolate ci sono al massimo 32 sequenze, e per invertire l'ordine di un mazzo da 52 carte ne servirebbero 52. In altre parole: dopo cinque mescolate ci sono ordinamenti ancora impossibili, e molti altri sono molto più probabili di quanto dovrebbero.
Sei, sette o quattro? Le sfumature
Il sette dipende da come si definisce «casuale». Nel 2000 i matematici Lloyd N. Trefethen e Lloyd M. Trefethen misurarono la mescolata con un altro criterio, quello della quantità di informazione che rimane (l'entropia), e conclusero che in pratica bastano sei mescolate all'americana. Lo stesso Diaconis ha spiegato in seguito che per i giochi in cui il seme non conta, come il blackjack, circa quattro mescolate sono sufficienti, perché le regolarità che restano non si possono sfruttare.
Le tre cifre non si contraddicono: rispondono a domande diverse. Sette è il numero per stare tranquilli con qualsiasi gioco e qualsiasi criterio; quattro è quello che richiedono molti regolamenti per le partite normali. Quello che nessuna fonte sostiene è che due o tre mescolate bastino per un gioco in cui seme e sequenza contano, come il bridge o il poker. Già nel 1990, quando il New York Times pubblicò lo studio, il direttore della rivista The Bridge World commentò che i giocatori di bridge mescolavano di solito circa quattro volte e che in alcuni tornei le mani le mescolava un computer.
L'overhand: migliaia di passate
Per l'overhand le cifre sono di un altro ordine. Il matematico Robin Pemantle studiò nel 1989 un modello di questa mescolata e dimostrò che il numero di passate necessario cresce almeno con il quadrato del numero di carte; nel 2006 Johan Jonasson ne precisò l'ordine esatto, ancora un po' più alto. Tradotto in un mazzo da 52 carte, Diaconis lo riassume in circa 10.000 passate di overhand per mescolare quanto sette mescolate all'americana. Altre stime divulgative più vecchie parlano di circa 2.500. Le fonti non concordano sulla cifra esatta, ma sì sulla cosa importante: sono migliaia, non decine.
Il motivo è quello visto prima: l'overhand sposta blocchi senza intercalarli. Simulazioni al computer mostrano che, anche dopo 100 passate, molte carte restano vicine alla loro posizione iniziale. Questo non vuol dire che si debba smettere di mescolare a mano, ma che conviene abbinarlo ad altre tecniche.
Il lavaggio: tra mezzo minuto e un minuto
Per anni nessuno sapeva quanto a lungo bisognasse lavare un mazzo. Diaconis lo misurò con degli esperimenti: i mazzi lavati per 15 secondi non superavano i test di casualità (in alcuni restavano fino a dieci coppie di carte ancora vicine), mentre quelli lavati per 30 secondi e per un minuto li superavano tutti. In un lavoro successivo con Soumik Pal propose un modello matematico di questo movimento. La conclusione pratica: almeno mezzo minuto di lavaggio, meglio un minuto. I dieci secondi che gli si dedicano di solito in casa sono troppo pochi.
Che cos'è una mescolata perfetta: il faro
Una curiosità che aiuta a capire tutto quanto detto finora: se una mescolata all'americana fosse perfetta, intercalando esattamente una carta per metà, non mescolerebbe nulla. Questa mescolata perfetta si chiama faro ed è una delle tecniche più difficili della magia con le carte. Otto faro perfetti di fila, mantenendo la prima e l'ultima carta al loro posto, riportano un mazzo da 52 carte all'ordine di partenza. Quello che rende casuale la mescolata all'americana è proprio la sua imperfezione: a volte cade una carta, a volte due o tre.
Un mazzo che si lascia mescolare
I mazzi con una buona finitura di fabbrica fanno mescolate più regolari e resistono meglio all'uso quotidiano.
Vedi i mazzi di carte
Come mescola un croupier: regole di casinò e di torneo
In un casinò mescolare non è solo mescolare: è una procedura pensata perché nessuno, nemmeno il croupier, possa vedere o controllare le carte. Ogni casinò stabilisce la propria sequenza, ma tutte seguono lo stesso schema.
- Lavaggio, solo quando si apre un mazzo nuovo (che arriva ordinato di fabbrica) o in momenti precisi stabiliti dalla casa.
- Mescolate all'americana sul tavolo, di solito due o tre, con le carte a pochissima altezza dal panno: al massimo due o tre centimetri.
- Strip o box: il croupier divide il mazzo in diversi blocchi, di circa un quinto ciascuno, e li impila in ordine inverso. Spezza i blocchi che la mescolata all'americana può lasciare e rende difficile seguire una carta precisa.
- Un'altra mescolata all'americana. Una sequenza tipica è riffle, riffle, strip, riffle.
- Taglio su una carta di taglio (cut card): un cartoncino di plastica su cui si appoggia il mazzo perché la carta in fondo non resti mai visibile.
Tutto il procedimento si fa senza sollevare le carte dal tavolo e senza battere il mazzo di taglio per pareggiarlo, perché sollevandolo si mostra la carta in fondo. Nella mescolata da casinò non si usa il ponte in aria.
Che cosa dicono i regolamenti
I regolamenti di poker riportano questa procedura in forma sintetica. Le Robert's Rules of Poker di Bob Ciaffone, che molte sale prendono come base e che hanno una versione per le partite private, stabiliscono per il gioco in casa:
- Il mazzo si mescola e si taglia sempre prima di distribuire.
- Si raccomanda che intervengano tre persone: chi ha distribuito la mano precedente raccoglie e pareggia le carte, il nuovo mazziere mescola e il giocatore alla sua destra taglia.
- Bisogna fare almeno quattro mescolate all'americana.
- Il taglio deve lasciare almeno quattro carte in ciascuna parte.
- La carta in fondo si protegge con una carta di taglio; va bene anche un jolly.
- Qualsiasi reclamo sulla mescolata o sul taglio va fatto prima di guardare le proprie carte o prima che inizino le puntate.
Nei tornei, il regolamento della Poker TDA (Tournament Directors Association), che è il riferimento per i direttori di torneo, stabilisce che una mano inizia con la prima mescolata all'americana, con la pressione del pulsante del mescolatore automatico o con la spinta del croupier, e che i cambi di mazzo si fanno al cambio di croupier o di livello, o quando lo decide la sala. I giocatori non possono chiedere il cambio del mazzo. Quando dopo un errore bisogna rifare il resto del mazzo, la procedura è lavare, mescolare e tagliare.
Se organizzi partite in casa, adottare queste regole evita discussioni. Nella nostra guida per organizzare una serata poker a casa trovi il resto dell'organizzazione, e nel glossario del poker termini come burn card o dealer.
Errori che piegano o segnano le carte
Il modo di mescolare è, insieme all'umidità, ciò che accorcia di più la vita di un mazzo di carta. La maggior parte dei danni deriva da pochi gesti che si possono correggere.
- Esagerare con il ponte. Incurvare troppo le carte le lascia deformate. L'arco giusto è quello che le fa cadere, niente di più.
- Piegare sempre dallo stesso lato. Se fai la mescolata e il ponte sempre nello stesso verso, il mazzo finisce per prendere quella curva. Raddrizzalo ogni tanto piegandolo delicatamente al contrario.
- Mescolare all'americana con tutta la carta invece che con l'angolo. Sul tavolo basta sollevare l'angolo; la mescolata è la stessa e la carta soffre meno.
- Incastrare le metà a forza. Se le carte non entrano, la sovrapposizione è troppo grande. Spingere con forza piega i bordi e finisce per segnare gli angoli.
- Battere il mazzo sul tavolo per pareggiarlo. Rovina i bordi e, già che c'è, mostra la carta in fondo.
- Lavare su una superficie ruvida o sporca. Il dorso sfrega sul tavolo: un panno da gioco o una tovaglia pulita evitano segni e graffi.
- Mescolare con le mani sudate o unte. Il grasso si attacca alla finitura della carta e fa sì che le carte si incollino, si raggruppino durante la mescolata e cadano a blocchi.
Un mazzo con un angolo piegato o un segno visibile non va più bene per giocare sul serio, perché quella carta si riconosce dal dorso. Nell'articolo su come prendersi cura dei mazzi di carte spieghiamo come rodare un mazzo nuovo, come conservarlo e come recuperarne uno che si è incurvato.
Mazzi di plastica e di carta: si mescolano in modo diverso
Quasi tutti i mazzi in commercio sono di cartoncino (carta a più strati con una finitura plastificata in superficie). I mazzi 100 % plastica, come quelli che usano molte sale da poker, si comportano in modo diverso nelle mani.
| Aspetto | Cartoncino (carta) | 100 % plastica |
|---|---|---|
| Sensazione nel mescolare | Familiare, con un po' di presa | Più scivolosa all'inizio; serve tempo per prenderci la mano |
| Se si piegano | Restano segnate e non riprendono la forma | Riprendono la forma e resistono meglio a pieghe e strappi |
| Con l'uso | Diventano appiccicose e scorrono peggio | Mantengono lo scorrimento molto più a lungo |
| Pulizia | Non si possono lavare | Si puliscono con un panno umido e sapone delicato |
| Durata | Breve se si mescola molto e con forza | Molto maggiore; più care all'inizio, più convenienti nel tempo |
Con la plastica, la mescolata all'americana riesce più facile una volta abituati, perché le carte sono flessibili e tornano alla loro forma, ma conviene andare più piano le prime volte perché non scivolino e si sparpaglino. Con la carta, la chiave è non maltrattare le carte con ponti esagerati. Se al tuo tavolo si mescola molto e con forza, un mazzo di plastica di marche come Copag conviene di più nel tempo. Per scegliere tra le opzioni, c'è la nostra guida su quale mazzo di carte comprare.
Conta anche il formato. I mazzi in formato bridge (circa 57 mm di larghezza) sono più stretti di quelli in formato poker (circa 63 mm) a parità di altezza, e molte sale li preferiscono perché si maneggiano e si mescolano più comodamente, soprattutto con le mani piccole.
Mescolare con i bambini o con le mani piccole
Un mazzo intero è grande per la mano di un bambino di sei o otto anni, e anche per molti adulti con poca forza nelle dita o problemi alle articolazioni. Non serve forzare la mescolata all'americana: ci sono modi di mescolare bene senza abilità.
- Inizia dal lavaggio. È la tecnica più facile, quella che mescola meglio senza abilità e quella che piace di più ai bambini. Basta insistere perché duri abbastanza, almeno mezzo minuto.
- Dividi il mazzo. Separa il mazzo in due o tre mazzetti piccoli, fai l'overhand o la mescolata all'americana con ciascuno separatamente (con mezzo mazzetto per mano è molto più facile) e poi scambiali e riuniscili.
- Usa i mucchietti come complemento. Distribuire in mucchietti è facile e divertente, ma raccogli i mucchietti in un ordine diverso ogni volta e finisci con un breve lavaggio.
- Scegli il formato di carta adatto. Un mazzo in formato bridge, più stretto, sta meglio in mano.
- Esercitati nella mescolata all'americana con mezzo mazzo. Quando vogliono imparare la mescolata all'americana sul tavolo, che comincino con 26 carte, 13 per mano.
Se cerchi giochi per fare pratica in famiglia, nel nostro elenco di giochi di carte ci sono opzioni per tutte le età.
Mescolatori automatici di carte
I mescolatori automatici esistono in due mondi molto diversi: gli apparecchi per la casa e le macchine da casinò.
Mescolatore per la casa
Apparecchio semplice a manovella o a pile: si taglia il mazzo in due, si mette ogni metà in un vassoio e la macchina le intercala in un contenitore centrale.
- Fa una mescolata all'americana per passata
- Conviene passare il mazzo più volte
Più dettagli
Meccanicamente fa lo stesso di una mescolata all'americana fatta a mano, con meno regolarità. Per questo ogni passata va considerata come una mescolata e ripetuta più volte, abbinandola a qualche taglio. È utile per i mazzi doppi di burraco o di scala 40, che sono faticosi da mescolare a mano.
Macchina a pressione
Mescolatore da casinò che imita una mescolata all'americana spingendo una metà contro l'altra con pressione meccanica.
- Servono più passate
- Da sette a dieci per 52 carte
Più dettagli
La casualità nasce dalle piccole differenze di allineamento e di pressione a ogni passata, come in una mescolata fatta a mano, e per questo ne eredita le stesse esigenze: una sola passata non basta.
Macchina a scomparti
Scatola opaca con scomparti interni in cui un generatore di numeri casuali decide dove cade ogni carta.
- Una sola passata
- Controllata da computer
Più dettagli
Diaconis, Jason Fulman e Susan Holmes analizzarono nel 2013 un modello a dieci scomparti per conto del produttore. Dimostrarono che, con una sola passata, un giocatore informato poteva indovinare circa 9,5 carte su 52, contro le 4,5 che si indovinano con un mazzo ben mescolato. Il produttore adottò le modifiche proposte.
I casinò usano i mescolatori perché fanno risparmiare tempo (lo studio di Diaconis calcola circa il 20 % di mani in più all'ora), perché riducono le lesioni da movimenti ripetitivi dei croupier e perché rendono più difficili i trucchi. In casa, un mescolatore domestico è una comodità, non una garanzia: se si passa il mazzo una sola volta, mescola come un'unica mescolata all'americana.
Una routine semplice per mescolare bene in casa
Con tutto quanto detto, ecco una routine che mescola bene, non rovina il mazzo e richiede meno di un minuto:
- Se il mazzo è nuovo o viene da una partita in cui le carte sono rimaste raggruppate (per seme, per prese o per combinazioni), lavalo per un buon mezzo minuto.
- Fai quattro mescolate all'americana sul tavolo, sollevando solo gli angoli. Se vuoi andare sul sicuro, falle sette.
- Nel mezzo, fai uno strip: dividi il mazzo in quattro o cinque blocchi e impilali al contrario.
- Offri il taglio al giocatore alla tua destra, lasciando almeno quattro carte in ciascuna parte.
Se sai mescolare solo a mano, fai molte passate lasciando cadere poche carte alla volta e abbinale al lavaggio all'inizio. E se giochi a blackjack, dove il seme non conta, quattro mescolate all'americana bastano con margine.
Quanto costa un mazzo di carte?
Da 5 € a oltre 100 €. Le 52 carte e le regole restano le stesse; ecco cosa cambia.
Per giocare5,95 € | Di design12,95 € | Premium17,99 € | Da collezione34,94 € | |
|---|---|---|---|---|
| Prezzo tipico | 5-9 € | 9-15 € | 15-30 € | 30 € o più |
| Cosa lo distingue | Design classico da casinò | Illustrazione d'autore su dorso e carte | Inchiostri speciali, rilievi e lamina sulla scatola | Tirature limitate e bordi dorati |
| Per chi | Partite in casa | Giocare con qualcosa di bello | Regalo o cardistry | Collezionare ed esporre |
| Esempio | Tally-Ho Fan Azul | theory11 Medallion | The Sandwich Series (Luncheon Meat) | Kings Wild LOTR Two Towers Gilded |
| Vedi i mazzi | Vedi i mazzi | Vedi i mazzi | Vedi i mazzi |
Domande frequenti
Quante volte bisogna mescolare un mazzo da poker?
Sette mescolate all'americana perché un mazzo da 52 carte sia praticamente casuale, secondo lo studio di Bayer e Diaconis del 1992. Per le partite normali, i regolamenti per il gioco in casa chiedono almeno quattro mescolate e un taglio.
Mescolare a mano (overhand) mescola bene le carte?
Mescola poco. L'overhand sposta blocchi di carte senza intercalarli, e servirebbero migliaia di passate per eguagliare sette mescolate all'americana. Si può usare, ma insieme a un lavaggio o a mescolate all'americana.
Perché i croupier non sollevano le carte quando mescolano?
Perché nessuno veda alcuna carta, nemmeno quella in fondo. Per questo mescolano con le carte a pochi centimetri dal panno, non battono il mazzo per pareggiarlo e tagliano su una carta di taglio.
Il ponte rovina le carte?
Se si esagera, sì: incurva la carta intera e il mazzo finisce per deformarsi. Basta un arco leggero. Se noti la curva, piega il mazzo con delicatezza dal lato opposto o lascialo sotto un peso per una notte.
Quanto a lungo bisogna lavare le carte?
Almeno mezzo minuto, meglio un minuto. Negli esperimenti di Diaconis, i mazzi lavati per 15 secondi non superavano i test di casualità, quelli lavati per 30 secondi e per un minuto sì.
Distribuire le carte in mucchietti serve a mescolare?
Non da solo. Se si distribuisce e si raccoglie sempre allo stesso modo, il risultato è un riordino fisso. Serve a separare carte che erano vicine e a contare il mazzo, ma va completato con un'altra tecnica.
Come si mescola un mazzo di plastica?
Come uno di carta, ma più piano all'inizio, perché le carte di plastica scivolano di più. In compenso resistono meglio alle mescolate all'americana e ai ponti e riprendono la forma se si piegano.
I mescolatori automatici mescolano meglio di una persona?
Dipende dalla macchina. Quelli per la casa fanno l'equivalente di una mescolata all'americana per passata e bisogna passare il mazzo più volte. Quelli da casinò sono progettati per mescolare a fondo, anche se perfino alcuni di essi hanno avuto bisogno di correzioni dopo essere stati analizzati dai matematici.
Un mazzo che si maneggia bene si mescola meglio e dura di più. Se stai pensando di rinnovare il tuo, nel negozio abbiamo un'ampia selezione di mazzi di carte, dai mazzi da gioco per tutti i giorni alle carte da poker pensate per reggere molte mani.
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