Glossario del poker completo: 130+ termini dalla A alla Z
Dizionario del poker dalla A alla Z con oltre 130 termini spiegati in italiano: azioni, puntate, mani, gergo da tavolo, tornei e mentalità.
Una lingua dentro la lingua
Il poker ha un vocabolario tutto suo, e buona parte di esso non si traduce quando arriva in italiano. Parole come raise, fold o check si sono radicate come se fossero nostre; altre hanno un equivalente chiaro (bluff resta tale, buio per blind, mazziere per il dealer) e il resto è gergo da tavolo che si è infilato in qualche retrobottega, è rimasto appiccicato e non si stacca più. Se nella tua prima partita seria qualcuno annuncia uno squeeze o un check-raise e tu resti di sasso, questo glossario è pensato per te.
Ho raggruppato i termini per lettera così puoi leggerlo tutto d’un fiato, come un breve manuale, oppure saltare direttamente a quello che cercavi. Quando un termine ha una forma inglese e una italiana ormai consolidate le riporto entrambe, e ho cercato di rendere chiara la differenza tra le coppie che si confondono: set contro trips, bluff contro semi-bluff, bad beat contro cooler, fish contro whale. Se non padroneggi ancora le regole di base, conviene partire da come giocare a Texas Hold’em o ripassare la classifica delle mani e tornare qui dopo.
Com’è organizzato il glossario
Qui sotto trovi il dizionario vero e proprio, ordinato per lettera. Ogni voce ha una definizione breve e, quando ne vale la pena, un esempio o una nota d’uso. Alla fine del glossario inserisco una tabella riassuntiva alfabetica con i termini essenziali, una sezione di domande frequenti con quello che si consulta di più e una chiusura pratica da portarsi al tavolo.
Questi sono i blocchi tematici che compaiono mescolati nell’ordine alfabetico: azioni (quello che puoi fare quando tocca a te), puntate e giocate (tipi di bet e di raise), concetti strategici, mani e progetti, gergo da tavolo e di denaro, tornei e mentalità. Se cerchi per blocco tematico invece che per lettera, dai un’occhiata alla tabella riassuntiva finale.
Dizionario dalla A alla Z
A
- Action (azione). Il turno concreto di un giocatore e, nel gergo, anche la quantità di puntate e rilanci che si vedono a un tavolo. “Qui c’è molta action” significa che al tavolo si punta e si rilancia spesso; un tavolo senza action è un tavolo noioso.
- Add-on. Acquisto facoltativo di fiches extra alla fine del periodo di rebuy in un torneo. Qualsiasi giocatore può farlo, che abbia molte o poche fiches, e serve a rinforzare lo stack prima della fase di eliminazione.
- Aggressività. Stile basato sul puntare e rilanciare più che sul chiamare. L’aggressività ben eseguita è uno dei segni più chiari del giocatore vincente moderno.
- Air (aria). Mano senza alcun valore con cui puoi vincere solo bluffando. Andare “ad aria” significa puntare senza niente da mostrare allo showdown.
- All-in. Puntare tutte le fiches che hai davanti in un’unica azione. È consentito solo nel no-limit e nel pot-limit. In torneo un all-in perso ti elimina; nel cash ti lascia senza nulla davanti finché non ricarichi.
- Angle shooting. Mossa al limite dell’etica che sfrutta le zone grigie del regolamento per trarne un vantaggio. Non è un imbroglio formale, ma è considerato gioco sporco e molte sale ti avvertono (o ti espellono) se insisti.
- Ante. Puntata obbligatoria che pagano tutti i giocatori (o solo quello in BB, nel formato moderno “big blind ante”) prima di ogni mano. La sua funzione è gonfiare il piatto e forzare l’azione a partire da un certo livello del torneo.
B
- Backdoor (porta di servizio). Progetto che ha bisogno delle due carte rimanenti per completarsi, di norma turn e river. “Backdoor flush” significa avere tre carte dello stesso seme al flop e averne bisogno di altre due.
- Bad beat. Perdere una mano che statisticamente avresti vinto di gran lunga. Fa male, succede e non si può evitare. I bravi giocatori lo accettano; chi comincia si arrabbia e finisce per giocare in tilt.
- Balance (bilanciamento). Giocare lo stesso tipo di mani con azioni molto diverse perché l’avversario non riesca a leggerti. Se rilanci sempre con le buone e chiami con le medie, sei prevedibile; bilanciare significa infilare qualche bluff tra le mani con cui di solito chiami.
- Bankroll. Denaro complessivo che dedichi al poker, separato dalle tue finanze personali. La regola classica è non giocare un livello di cash per il quale non hai almeno 20-30 buy-in nel bankroll.
- Barrel (barrellare). Continuare a puntare nelle strade successive dopo un c-bet al flop. “Double barrel” è puntare flop e turn; “triple barrel” aggiunge anche il river.
- Bet (puntata). Mettere fiches nel piatto quando nessuno ha puntato prima nel giro. La dimensione minima è di solito quella del buio grande.
- Big blind (BB) o buio grande. La maggiore delle due puntate al buio obbligatorie. La paga sempre il giocatore seduto due posti alla sinistra del bottone. Nei tornei si usa come unità di misura dello stack (“ho 40 BB”).
- Blind (buio). Puntata obbligatoria che si paga prima di ricevere le carte. Nel Texas Hold’em ce ne sono due: il piccolo (SB) e il grande (BB). Ruotano di una posizione a ogni mano.
- Blocker (bloccante). Avere una carta che rende matematicamente meno probabile che l’avversario abbia una mano precisa. Se hai un asso, c’è un asso in meno che possa avere lui; quello è un blocker contro le sue mani con asso.
- Blocking bet (puntata bloccante). Puntata piccola fatta fuori posizione per dissuadere l’avversario da una puntata molto più grande. Si sacrificano fiches ora per risparmiarne di più dopo.
- Bluff. Puntare o rilanciare con una mano che sai non essere la migliore per costringere l’avversario a foldare. Se ti chiamano, perdi quanto hai puntato; se lasciano, ti prendi il piatto senza mostrare.
- Bluff catcher (acchiappa-bluff). Mano con cui vinci solo se l’avversario stava bluffando: non batte il suo valore ma batte i suoi bluff. Chiamare con un bluff catcher implica credere che il range di puntata dell’avversario contenga bluff in abbondanza.
- Board (tavolo). Carte comuni che stanno al centro. La “board texture” è quanto quelle carte siano collegate o pericolose.
- Boat. Sinonimo inglese di full house (“full” in italiano).
- Bottom pair (coppia bassa). Coppia formata con la carta più bassa del centro. Di solito è debole: perde contro qualsiasi coppia media o alta.
- Bounty (taglia). Nei tornei bounty e PKO ogni eliminazione viene pagata in contanti o si somma al montepremi personale di chi elimina. Cambia radicalmente la matematica del torneo quando entrano in gioco gli stack corti.
- Broadway. Scala dal 10 all’asso (T-J-Q-K-A), la più alta che si possa fare senza tenere conto dei semi.
- Bubble (bolla). Momento del torneo in cui manca una sola eliminazione per entrare nei premi. Di solito è la fase più tesa dell’intera competizione.
- Button (bottone). Fiche che segnala il giocatore che fa da mazziere nella mano. Ruota di una posizione a ogni mano. È la migliore posizione al tavolo: parli sempre per ultimo al flop, al turn e al river.
- Buy-in. Somma che bisogna pagare per entrare in una partita cash o in un torneo.
C
- Call (chiamare, vedere). Mettere esattamente la stessa cifra dell’ultima puntata fatta per restare nella mano.
- Calling station. Giocatore che chiama molte puntate e ne rilancia poche. È l’avversario ideale per fare value bet con mani mediamente forti.
- Cap. Nei formati a limite fisso, il massimo dei rilanci consentiti in un giro. “Capped range”, invece, è un concetto GTO: il range dell’avversario da cui puoi scartare la parte molto forte perché non ha rilanciato quando poteva.
- Cash game (partita in contanti). Partita in cui ogni fiche vale il suo valore reale e puoi sederti e alzarti quando vuoi. L’opposto del torneo.
- C-bet o continuation bet. Puntata che fa al flop il giocatore che ha rilanciato preflop, dando continuità alla sua aggressività. Funziona perché la maggior parte dei flop non migliora l’avversario.
- Check (bussare). Non puntare e passare il turno al successivo senza mettere fiches. Si può fare solo se nessuno ha puntato prima nel giro.
- Check-raise. Bussare con l’intenzione che qualcuno punti per poi rilanciarlo. Giocata aggressiva classica per estrarre valore o rappresentare una forza improvvisa.
- Chip leader. Giocatore con più fiches del torneo in quel momento.
- Chop. Dividere il piatto quando c’è parità; oppure dividere il montepremi di un torneo quando i giocatori trovano un accordo al tavolo finale.
- Cold call. Chiamare un rilancio senza aver messo fiches prima nella mano. È considerata una mossa di basso livello nella strategia moderna perché non applica pressione.
- Combo draw. Progetto combinato, di norma scala bilaterale più progetto di colore. Può arrivare a 15 out e trasforma la tua mano praticamente in un testa o croce contro una mano fatta.
- Connectors (connesse). Carte consecutive, dello stesso seme o no (per esempio 8-9). Le “suited connectors” sono inoltre dello stesso seme e sono tra le mani preferite dai giocatori aggressivi per il loro potenziale di progetto.
- Cooler. Mano in cui perdi molti soldi perché la tua mano è molto forte ma quella dell’avversario lo è ancora di più (set contro set, colore contro colore, full contro full). A differenza del bad beat, nel cooler nessuno ha sbagliato: le carte sono semplicemente uscite così.
- Counterfeit. Vedere annullata la tua mano da una carta comune. Esempio classico: hai doppia coppia (per esempio 8-8-3-3 sul tavolo) ed esce un re al river; ora entrambi i giocatori hanno “tre coppie” e decide il kicker.
- Cutoff. Posto immediatamente alla destra del bottone. È la seconda migliore posizione del tavolo dopo il bottone.
D
- Dead money. Fiches già nel piatto di giocatori che si sono ritirati, o il denaro che portano gli avversari più deboli del torneo. È quello che si va a cercare.
- Deep stack. Stack profondo (100 BB o più nel cash, oltre 50 BB in torneo). Permette di giocare con più creatività e di sfruttare molto meglio le implied odds.
- Dealer (mazziere). Persona che distribuisce le carte, o il giocatore che occupa la posizione del bottone se nella partita non c’è un mazziere professionista.
- Donk bet. Puntare al flop fuori posizione contro chi ha rilanciato preflop (invece di bussargli, come sarebbe il flusso naturale). Storicamente una giocata da novizio (“donk” = asino), oggi è accettata come tattica in alcuni casi.
- Double barrel. Puntare flop e turn come aggressore preflop. Vedi barrel.
- Drawing dead. Trovarsi in una situazione in cui non puoi più vincere qualunque cosa tu faccia: anche se chiudi il tuo progetto, resti dietro. Fold obbligato non appena te ne accorgi.
- Drawing hand (mano di progetto). Mano “in costruzione”: non vale ancora nulla ma ha un progetto per qualcosa (scala, colore).
E
- Early position (posizione iniziale). I primi posti a parlare in ogni strada. Da qui dovresti giocare range più chiusi perché la mancanza di informazioni gioca contro di te.
- Effective stack. In una mano fra due giocatori, il più piccolo dei due stack. È il massimo che si può vincere o perdere in quella mano specifica.
- Equity. La tua probabilità statistica di vincere il piatto dato quello che hai e quello che sospetti abbia l’avversario. Una mano con il 60% di equity contro il suo range è una mano favorita.
- Expected value (EV). Valore atteso di una decisione: quanto “vale” in media sul lungo periodo. Tutto lo studio moderno del poker si riduce a prendere decisioni con EV positivo.
- Exploit (gioco sfruttante). Strategia adattata agli errori concreti dell’avversario. Contro avversari deboli rende di solito più del giocare GTO puro.
F
- Fish (pesce). Giocatore debole per inesperienza o per stile. Senza la sfumatura “molti soldi” della balena. Se sedendoti a un tavolo non individui il pesce in cinque minuti, il pesce sei tu.
- Flop. Le prime tre carte comuni che si mettono al centro dopo il giro di preflop.
- Flush (colore). Cinque carte dello stesso seme, non consecutive. Batte scala, tris, doppia coppia, coppia e carta alta.
- Flush draw (progetto di colore). Quattro carte dello stesso seme in attesa della quinta. Nove out nel mazzo.
- Fold (foldare, lasciare). Buttare le carte e abbandonare la mano. Perdi quello che avevi messo nel piatto e smetti di giocare la mano.
- Fold equity. Guadagno atteso di una puntata o di un rilancio dovuto alla possibilità che l’avversario foldi. Più grande è la tua fold equity, più diventano redditizi i semi-bluff.
- Free card (carta gratis). Vedere la strada successiva senza che nessuno abbia puntato. Molto utile quando hai un progetto e sei in posizione: se l’avversario bussa, il tuo check si porta a casa una carta gratis.
- Freeroll. Torneo senza quota d’iscrizione, e anche una situazione in cui “puoi solo vincere” (non rischi nulla che non ti sia già garantito).
- Freezeout. Torneo senza rebuy. Se resti senza fiches, sei eliminato. È la forma più pura di competizione.
- Full house (full). Tris più coppia. Batte colore, scala, tris, doppia coppia e tutto ciò che è inferiore. Perde solo contro poker, scala colore e scala reale. Vedi la classifica delle mani.
G
- Gap hand. Carte connesse con un buco (7-9, T-Q). Si perde un po’ del potenziale di scala rispetto alle connesse pure, ma resta una mano giocabile al prezzo giusto.
- GTO (Game Theory Optimal). Strategia matematicamente ottimale derivata dalla teoria dei giochi: presuppone che anche l’avversario giochi in modo ottimale. Oggi è il quadro di riferimento dello studio professionistico anche se quasi nessuno la esegue perfettamente.
- Grinder. Giocatore che si dedica a ricavare guadagni piccoli ma costanti su moltissime mani. Di solito gioca livelli bassi o medi con una disciplina ferrea.
- Gutshot (scala interna). Progetto di scala a cui manca una carta in mezzo. Quattro out.
H
- Heads-up. Quando restano solo due giocatori. È il faccia a faccia finale di un torneo e anche un formato di partita a sé stante (due giocatori e basta).
- Hero call. Chiamare in una situazione molto difficile, al limite, più per intuito che per matematica stretta. Quando ci azzecchi sei l’eroe; quando sbagli sei il donk.
- Hero fold. Lasciare una mano forte in uno spot dove molti chiamerebbero, per la convinzione che l’avversario abbia qualcosa di meglio.
- Hijack. Posto due posizioni alla destra del bottone. È la posizione di “apertura opportunista” per eccellenza: range piuttosto ampio.
- High card (carta alta). Mano senza alcuna combinazione fatta. Vince solo contro un’altra carta alta con la prima carta peggiore.
- Hole cards (carte coperte). Carte private che riceve ogni giocatore. Nell’Hold’em sono due; nell’Omaha, quattro.
I
- ICM (Independent Chip Model). Modello matematico che converte le fiches da torneo in denaro atteso. Serve a prendere decisioni nei tornei in cui il valore delle fiches non è lineare. Cruciale vicino alla bolla e ai premi grossi.
- Implied odds. Le pot odds calcolate contando anche le fiches che credi di poter vincere all’avversario nelle strade successive se chiudi il tuo progetto. Si spiegano insieme alle pot odds in pot odds e probabilità.
- Isolation raise (rilancio di isolamento). Rilancio pensato perché ti chiami uno solo o nessuno e il tavolo si “ripulisca” dei giocatori intermedi. Utile quando vuoi affrontare testa a testa un avversario preciso.
- ITM (In The Money). Essere entrato nei premi di un torneo. Una volta ITM, hai già un pagamento garantito.
J
- Jam. Andare all-in. “Jammare” è spingere tutte le fiches al centro in un colpo solo.
- Junk (spazzatura). Mano di partenza senza potenziale (per esempio 7-2 offsuit). Foldare la spazzatura preflop in posizione iniziale è la cosa più elementare e la più ignorata dai principianti.
K
- Kicker. Carta di appoggio che decide quando due giocatori hanno la stessa combinazione principale. Se avete entrambi coppia di re, comanda il kicker. Per questo giocare A-K è molto meglio che giocare K-7.
L
- LAG (Loose Aggressive). Stile di gioco che unisce un range ampio a un’aggressività alta. Molto redditizio se eseguito bene; letale per il bankroll se eseguito male.
- Laydown. Lasciare una mano forte perché credi di essere battuto. Sinonimo di hero fold quando si tratta di una mano premium.
- Level (livello). Ogni tratto di un torneo con una dimensione fissa di bui e ante. I livelli salgono ogni 15-20 minuti nei tornei online e ogni 30-60 dal vivo.
- Limp. Entrare nel piatto preflop limitandosi a chiamare il buio grande, senza rilanciare. Tradizionalmente è considerato gioco debole anche se nel cash amatoriale e casalingo si vede moltissimo.
- Live cards. Carte che possono ancora uscire per migliorare la tua mano. “Se ho due overcard live, ho sei out”.
- Loose (loose player). Giocatore che gioca molte mani, la maggior parte deboli. L’opposto di tight.
M
- Made hand (mano fatta). Mano già chiusa, che non dipende da carte future. Doppia coppia al flop è una made hand.
- Main pot. Piatto principale; quando ci sono all-in con stack diversi si separa dal side pot.
- Maniac. Giocatore ultra-loose e ultra-aggressivo. Rilancia e controrilancia con quasi qualsiasi cosa. Dà molti soldi ma è faticoso da affrontare.
- MTT (torneo multitavolo). Torneo giocato su più tavoli che si accorpano mano a mano che i giocatori vengono eliminati, finché gli ultimi nove (o sei, a seconda del formato) formano il tavolo finale. Da lì i premi crescono in modo esponenziale.
- Middle position (posizione intermedia). I posti intermedi fra EP e LP. Si può aprire con un range più ampio che in early, ma non quanto in late.
- Min-raise. Il rilancio minimo consentito. Nel preflop, due volte il buio grande.
- Monster. Mano chiusa molto forte (set, colore alto, full). “Avevo un monster e me l’hanno pagato”.
- Muck. Scartare la mano coperta senza mostrarla. Allo showdown, essere chiamato ti obbliga a mostrare; se l’avversario lascia, puoi muckare.
N
- Nit. Giocatore iperpassivo e conservatore, mette fiches solo con mani premium. Prevedibile, ma difficile da battere finché non esce dal suo schema.
- No-limit. Formato di poker in cui puoi puntare tutte le tue fiches in qualunque momento. È la variante più popolare dell’Hold’em.
- Nuts. La migliore mano possibile in una situazione concreta. Se hai i nuts, nessun avversario può batterti con le carte che ci sono.
- Nut flush. Colore massimo possibile su un board, di norma con l’asso del seme in mano.
O
- Offsuit. Carte di seme diverso. A-K offsuit si scrive AKo; A-K dello stesso seme, AKs.
- Open (open raise). Essere il primo giocatore a rilanciare preflop.
- Open-ended (scala bilaterale). Progetto di scala a cui manca una carta a una delle due estremità. Otto out. È il progetto di scala più forte.
- Orbit. Giro completo del bottone. Si usa per misurare la durata delle cose: “sono tre orbite che non vinco una mano”.
- Outs. Carte ancora nel mazzo che possono migliorare la tua mano al livello che ti serve per vincere.
- Overbet. Puntata maggiore della dimensione attuale del piatto. Si usa per polarizzare il range: si dovrebbe overbettare solo con mani molto forti o con bluff molto pianificati.
- Overcall. Chiamare dopo che altri hanno già chiamato, con presunzione di forza.
- Overcard. Carta nella tua mano più alta di qualsiasi carta del centro. A-K su un flop 9-7-2 sono due overcard.
- Overpair. Coppia coperta in mano più alta di qualsiasi carta del centro. K-K su un flop 9-7-2 è overpair.
P
- Pair (coppia). Due carte dello stesso valore. Vedi la classifica completa delle mani.
- Passive (passivo). Stile di gioco che abusa del check e del call. L’opposto dell’aggressività. Sul lungo periodo è di solito perdente.
- PLO (Pot Limit Omaha). Variante dell’Omaha con dimensione massima di puntata pari al piatto. È la variante di moda tra i professionisti per la sua maggiore complessità tecnica.
- Pocket pair (coppia servita). Coppia coperta in mano nel preflop. La probabilità di ricevere una coppia qualsiasi nell’Hold’em è del 5,9% (circa una mano su 17).
- Polarized (polarizzato). Range diviso fra mani molto forti e bluff, senza mani intermedie. L’opposto del range lineare.
- Position (posizione). Il tuo posto rispetto al bottone. Più tardi parli, più informazioni hai.
- Pot (piatto). Le fiches accumulate al centro del tavolo in un dato momento.
- Pot-committed. Situazione in cui hai già messo così tante fiches nel piatto che ritirarti è un disastro matematico.
- Pot-limit. Formato in cui la puntata massima è la dimensione attuale del piatto.
- Pot odds. Rapporto fra quello che devi pagare e la dimensione del piatto. Si spiegano in dettaglio in pot odds e probabilità.
- Preflop. Fase della mano prima del flop. Si gioca solo con le carte coperte.
- Protection bet. Puntata fatta con una mano fatta vulnerabile per far pagare caro i progetti dell’avversario, più che per bluffare o per valore puro.
- Push. Andare all-in. Sinonimo di jam e shove.
Q
- Quads (poker). Quattro carte dello stesso valore. Rarissimo: arriva circa in 1 mano su 4165.
R
- Rag. Carta bassa e irrilevante, soprattutto quando compare al turn o al river e non cambia nulla.
- Rainbow. Board senza due carte dello stesso seme. “Secco” per i progetti di colore.
- Raise (rilanciare). Puntare più della puntata precedente. Nel no-limit, il massimo sono tutte le tue fiches.
- Rake. Commissione che la sala trattiene da ogni piatto in cambio dell’organizzazione della partita. Di solito va dal 3% al 10% con un tetto massimo.
- Rakeback. Restituzione di parte del rake pagato nelle sale online. Un vantaggio importante per i grinder ad alto volume.
- Range. Insieme di mani con cui un avversario può star facendo quello che sta facendo. Il modo moderno di pensare il poker: non pensi alla mano esatta dell’avversario, ma al suo range.
- Rebuy. Acquisto di fiches entro il periodo di rebuy di un torneo se scendi sotto una certa soglia.
- Reg (regular). Habitué di un tavolo o di una sala. Di solito è tecnicamente competente senza essere uno squalo.
- Reraise. Rilanciare di nuovo dopo essere già stato rilanciato. Il primo reraise preflop è il 3-bet, il secondo il 4-bet.
- Ring game. Sinonimo inglese di partita cash.
- River. Quinta e ultima carta comune.
- Rock. Giocatore estremamente tight, partecipa quasi solo con mani premium. Sinonimo di nit ma con la sfumatura di “immobile”.
- Royal flush (scala reale). Scala colore dal 10 all’asso. La migliore mano possibile del poker.
- Runner-runner. Completare una mano dalla porta di servizio (“backdoor”), ricevendo esattamente le due carte che ti servivano al turn e al river.
S
- Satellite (qualificante). Torneo piccolo il cui premio è l’ingresso a un torneo grande. La via classica di un amatore verso gli eventi più cari.
- Scare card (carta che spaventa). Carta al turn o al river che completa un progetto pericoloso o cambia la texture del board.
- Semi-bluff (semi-bluff). Puntare con una mano che oggi non è la migliore ma che ha un progetto reale di miglioramento. Se forzi il ritiro, vinci; se ti chiamano, resti con equity.
- Set. Tris fatto con una coppia coperta più una carta dello stesso valore al centro. Molto difficile da leggere per l’avversario. La giocata stella dell’Hold’em.
- Shark (squalo). Giocatore forte che si infila in partite morbide per tirarne fuori soldi.
- Shootout. Formato di torneo in cui devi vincere l’intero tavolo per passare di fase. Non ci sono accorpamenti come in un torneo normale.
- Short stack. Stack corto (meno di 20 BB in torneo). Richiede una strategia diversa, quasi sempre push-fold.
- Showdown. Fase finale della mano in cui i giocatori rimasti mostrano le carte per decidere il vincitore.
- Side pot. Piatto secondario che si crea quando un giocatore va all-in e altri con più fiches continuano a puntare. Chi è all-in può vincere solo il piatto principale.
- Sit and go (SNG). Torneo di un solo tavolo che parte quando si riempiono i posti disponibili. Non ha un orario fisso.
- Slow play. Giocare passivamente una mano molto forte per non spaventare l’avversario e cavargli più fiches nelle strade successive. Pericoloso se l’avversario ha un progetto.
- Small blind (SB) o buio piccolo. Il minore dei due bui obbligatori. Lo paga il giocatore immediatamente alla sinistra del bottone.
- Snap call. Chiamare all’istante, senza pensarci. Di solito è segno di mani molto forti o di mani chiaramente chiamabili senza dilemmi.
- Splash the pot. Lanciare le fiches verso il piatto in modo disordinato, senza impilarle. È malvisto perché impedisce di contare la puntata.
- Split pot. Piatto diviso fra due o più giocatori con la stessa mano vincente.
- Squeeze. Un 3-bet quando c’è già stato un rilancio e almeno un call in mezzo. Si chiama così perché “spreme” il raiser originale e i caller.
- Stack. Tutte le fiches che hai davanti al tavolo. Il tuo stack è il massimo che puoi puntare e il massimo che puoi perdere.
- Straddle. Buio volontario extra che paga il giocatore alla sinistra della BB. Raddoppia la BB e obbliga tutti a pareggiare quella dimensione.
- Straight (scala). Cinque carte consecutive di qualsiasi seme.
- Straight flush (scala colore). Cinque carte consecutive dello stesso seme. Solo la scala reale la batte.
- String bet. Mettere fiches in vari movimenti separati senza dichiarare il rilancio. Vietato: la puntata conta solo fino al primo movimento.
- Suck out. Vincere una mano essendo lo sfavorito che migliora al turn o al river. Il bad beat visto dall’altro lato.
T
- TAG (Tight Aggressive). Stile di gioco con range chiuso ma aggressivo. Lo standard consigliato ai giocatori intermedi: poche mani, ma giocate forte.
- Tell. Segnale involontario (fisico o comportamentale) che tradisce la mano di un avversario. Dal vivo i bravi giocatori campano leggendo piccoli tell.
- Three-bet (3-bet). La terza puntata di un giro: il buio è la prima, il rilancio è il secondo, il controrilancio è il 3-bet.
- Tight. Giocare poche mani, solo con un criterio rigido di selezione preflop. L’opposto di loose.
- Tilt. Stato emotivo alterato che ti porta a decisioni peggiori. Riconoscerlo e alzarsi dal tavolo prima di bruciare fiches è una delle abilità più preziose del poker.
- Time bank. Tempo extra che puoi usare quando devi pensare oltre il tempo normale di decisione. Standard online.
- Top pair. Coppia fatta con la tua carta e la carta più alta del centro. K-9 su un flop K-7-2 = top pair.
- Tournament (torneo). Formato a eliminazione dove le fiches non hanno valore reale e i premi si pagano secondo la posizione finale.
- Trap (trappola). Giocare passivamente una mano molto forte per intrappolare le puntate dell’avversario. Vicino allo slow play.
- Trips. Tris fatto con una carta tua più una coppia al centro. A differenza del set, è visibile.
- Triple barrel. Puntare flop, turn e river come aggressore preflop. Si fa solo con valore molto forte o con un bluff pianificato nei minimi dettagli.
- Turn. Quarta carta comune, fra il flop e il river.
- Two pair (doppia coppia). Due coppie diverse. Attenzione a non sopravvalutarle su board bagnati.
U
- Under the gun (UTG). Prima posizione alla sinistra della BB. Il posto più iniziale e quello che esige il range più chiuso.
- Underdog (sfavorito). Mano con minore probabilità di vincere in uno scontro. L’opposto del favorito.
- Upswing. Periodo in cui vinci più di quanto statisticamente ti spettasse. Si compensa alla lunga con i downswing.
V
- Value bet (puntata di valore). Puntare con una mano che credi migliore di quella dell’avversario sperando che paghi con mani peggiori. L’opposto del bluff: non cerchi che lasci, cerchi che paghi.
- Variance (varianza). Distanza fra quello che matematicamente dovresti vincere e quello che vinci in un periodo concreto. Sul lungo periodo tende a zero; sul breve può essere brutale.
- Villain. Nelle analisi di mani scritte, l’avversario generico di fronte all’“hero” (chi racconta la mano).
W
- Whale (balena). Giocatore con molti soldi e tecnica scarsa. I professionisti li cercano come oro.
- Wheel (ruota). Scala A-2-3-4-5. Nell’Hold’em è la scala più bassa possibile; nelle varianti lowball, la mano migliore.
- Wired pair. Coppia coperta nel preflop (pocket pair).
- Wrap. Progetto di scala con più di una carta che può chiuderlo, tipico dell’Omaha. Può arrivare a 20 out.
Tabella riassuntiva alfabetica
Questa tabella raccoglie i termini più consultati per una ricerca rapida. È pensata perché tu possa ripassarla prima di una sessione senza rileggere tutto il glossario.
| Termine | Categoria | Definizione breve |
|---|---|---|
| All-in | Azione | Puntare tutte le fiches in una volta. |
| Ante | Tavolo | Puntata obbligatoria prima della mano. |
| Backdoor | Progetto | Progetto che ha bisogno di due carte di fila. |
| Bad beat | Mentalità | Perdere una mano che stavi vincendo di gran lunga. |
| Bankroll | Economia | Denaro complessivo dedicato al poker. |
| Blind | Tavolo | Puntata al buio obbligatoria. |
| Bluff | Strategia | Puntare senza mano per forzare il fold avversario. |
| Bluff catcher | Strategia | Mano che batte solo i bluff. |
| Broadway | Mani | Scala dal 10 all’asso. |
| Bubble | Tornei | Momento appena prima del primo premio. |
| Button | Tavolo | Fiche che segnala il mazziere. |
| Buy-in | Economia | Ingresso minimo per giocare. |
| Call | Azione | Pareggiare la puntata precedente. |
| C-bet | Puntata | Continuation bet al flop. |
| Check | Azione | Passare il turno senza puntare. |
| Check-raise | Puntata | Bussare e poi rilanciare nella stessa strada. |
| Cold call | Puntata | Chiamare un rilancio senza fiches già nel piatto. |
| Combo draw | Progetto | Progetto combinato di scala e colore. |
| Continuation bet | Puntata | Vedi c-bet. |
| Cooler | Mentalità | Perdere con mano forte contro una ancora più forte. |
| Cutoff | Tavolo | Posto alla destra del bottone. |
| Donk bet | Puntata | Puntare fuori posizione contro l’aggressore preflop. |
| Drawing dead | Strategia | Non poter più vincere con nessuna carta. |
| Effective stack | Tavolo | Lo stack minore di due giocatori che si affrontano. |
| Equity | Strategia | Probabilità statistica di vincere il piatto. |
| Fold | Azione | Buttare la mano e abbandonare il giro. |
| Fold equity | Strategia | Guadagno atteso dal far foldare l’avversario. |
| Freezeout | Tornei | Torneo senza rebuy. |
| Full house | Mani | Tris più coppia. |
| GTO | Strategia | Gioco ottimale secondo la teoria dei giochi. |
| Gutshot | Progetto | Scala interna. Quattro out. |
| Heads-up | Tornei | Faccia a faccia finale fra due giocatori. |
| Hero call | Strategia | Chiamare in uno spot marginale per intuito. |
| Hijack | Tavolo | Posto due posizioni alla destra del bottone. |
| ICM | Tornei | Valore atteso delle fiches in denaro. |
| Implied odds | Strategia | Pot odds contando il guadagno futuro atteso. |
| ITM | Tornei | Nei premi (In The Money). |
| Kicker | Mani | Carta di appoggio che decide le parità. |
| LAG | Stile | Loose Aggressive. |
| Limp | Puntata | Entrare preflop chiamando solo la BB. |
| Muck | Tavolo | Scartare la mano senza mostrarla. |
| Nit | Stile | Giocatore estremamente tight. |
| Nuts | Mani | La migliore mano possibile. |
| Open | Puntata | Essere il primo a rilanciare preflop. |
| Open-ended | Progetto | Scala bilaterale. Otto out. |
| Outs | Strategia | Carte che possono ancora migliorare la mano. |
| Overbet | Puntata | Puntata maggiore del piatto. |
| Overpair | Mani | Coppia coperta più alta del board. |
| Pot odds | Strategia | Rapporto fra pagamento e piatto. |
| Push | Azione | Andare all-in. |
| Quads | Mani | Poker, quattro carte uguali. |
| Rake | Economia | Commissione della sala su ogni piatto. |
| Range | Strategia | Insieme delle mani possibili dell’avversario. |
| Rebuy | Tornei | Acquisto di fiches entro il periodo consentito. |
| River | Tavolo | Quinta carta comune. |
| Satellite | Tornei | Torneo qualificante per un evento maggiore. |
| Semi-bluff | Strategia | Bluff con una mano che può migliorare. |
| Set | Mani | Tris con coppia coperta. |
| Short stack | Tavolo | Stack corto in torneo. |
| Showdown | Tavolo | Fase finale in cui si mostrano le mani. |
| Side pot | Tavolo | Piatto secondario dopo un all-in. |
| Slow play | Strategia | Giocare passivo con una mano molto forte. |
| Squeeze | Puntata | 3-bet contro un rilancio più un call intermedio. |
| Stack | Tavolo | Fiches davanti al giocatore. |
| Straddle | Tavolo | Buio volontario extra alla sinistra della BB. |
| TAG | Stile | Tight Aggressive. |
| Tilt | Mentalità | Stato emotivo che peggiora le decisioni. |
| Top pair | Mani | Coppia con la carta più alta del board. |
| Trips | Mani | Tris con coppia sul board. |
| Turn | Tavolo | Quarta carta comune. |
| UTG | Tavolo | Under The Gun, prima posizione. |
| Value bet | Puntata | Puntata con mano forte per farsi pagare. |
| Variance | Mentalità | Fluttuazione statistica dei risultati. |
| Whale | Stile | Giocatore debole con molti soldi. |
| Wheel | Mani | Scala A-2-3-4-5. |
Domande frequenti
Qual è la differenza fra fold e “lasciare”?
Sono sinonimi. Fold è il termine inglese e “lasciare” l’equivalente italiano più usato ai tavoli informali. Nel dal vivo professionistico si usa fold indipendentemente dalla lingua in cui si svolge la partita. Un altro sinonimo abituale è “passare”, anche se è più tipico della partita amatoriale italiana.
Che cos’è un 3-bet?
È la terza puntata di un giro. Il buio conta come la prima, il rilancio iniziale del primo raiser come la seconda, e il controrilancio successivo è il 3-bet. È considerato una mossa di forza o un bluff calcolato. È il punto in cui i range cominciano a comprimersi: chi fa 3-bet preflop ha un range molto più definito di chi si limita ad aprire.
Che cosa vuol dire “essere in tilt”?
Essere emotivamente scosso dopo aver perso una mano (o più di una) e cominciare a prendere decisioni peggiori per rabbia, frustrazione o paura. Riconoscere il tilt e alzarsi dal tavolo prima di bruciare fiches è una delle abilità più utili che si possano sviluppare. I professionisti hanno protocolli personali di “break” davanti a certi inneschi ben precisi.
Che cosa sono i nuts?
La migliore mano possibile in una situazione concreta. I nuts cambiano a ogni strada a seconda delle carte che escono. Se un board evolve in una direzione pericolosa, i tuoi nuts iniziali possono smettere di esserlo.
Che cos’è un bluff catcher?
Una mano con cui vincerai solo se l’avversario stava bluffando: non batte il suo valore ma batte i suoi bluff. La coppia media su un board pericoloso è l’esempio tipico: serve solo per “acchiappare” un bluff. Chiamare con un bluff catcher ha senso se credi che l’avversario bluffi più spesso di quanto punti valore puro in quello spot.
Che cosa significa “bolla” in un torneo?
Il momento in cui manca una sola eliminazione perché i giocatori successivi comincino a incassare. È il punto più teso di qualsiasi torneo: nessuno vuole essere “l’ultimo che non incassa”. A partire dalla bolla, le decisioni cambiano drasticamente per via del fattore ICM.
Perché la gente dice “pesce” o “balena”?
È gergo per identificare i giocatori bersaglio. Un “pesce” è un giocatore debole; una “balena” è inoltre un giocatore debole con molti soldi. I professionisti non si siedono a un tavolo senza aver prima individuato i pesci: sono la vera fonte di profitto in qualsiasi partita.
Che differenza c’è fra set e trips?
Un set è un tris formato da una tua coppia coperta più una carta dello stesso valore al centro. Un trips, invece, è un tris formato da una sola tua carta più una coppia al centro. Il set vale molto di più: difficile da leggere per l’avversario perché due delle tre carte sono nella tua mano coperta. Il trips è visibile: chiunque vede la coppia al centro e può sospettare il tris.
Che differenza c’è fra bad beat e cooler?
Nel bad beat perdi essendo favorito matematico: l’avversario aveva poche carte per batterti e le ha ricevute. Nel cooler nessuno ha sbagliato: la tua mano era molto forte e quella dell’avversario ancora di più. Il bad beat ti fa arrabbiare con te stesso per aver messo tante fiches da favorito; il cooler lo prendi peggio sul momento, ma tecnicamente non c’è nulla da rimproverarsi.
Che cosa significa GTO?
Game Theory Optimal. È la strategia matematicamente ottimale derivata dalla teoria dei giochi, quella che non può essere sfruttata da nessun avversario. In pratica nessuno la esegue perfettamente perché implica calcoli complessi, ma è il quadro di riferimento dello studio professionistico moderno.
Per portartelo al tavolo
Il vocabolario del poker si impara in fretta se giochi con regolarità. La cosa più difficile non è capire le singole parole, ma riconoscere quando applicare ogni concetto dal vivo. Questo si ottiene solo giocando molte mani e, soprattutto, guardando giocare gente più brava di te. Se conosci qualcuno con più esperienza e con la pazienza di commentare le mani con te, approfittane: una sola sessione commentata vale dieci di studio in solitaria.
Se non hai ancora chiare le regole di base, o vuoi capire esattamente come si segue una mano dall’inizio alla fine, trovi tutto in come giocare a Texas Hold’em. I passi naturali dopo il glossario sono capire perché la posizione al tavolo conti così tanto e come calcolare le pot odds prima di ogni decisione. Con questi due concetti più la classifica delle mani hai già il minimo di teoria per non perdere per ignoranza.
Per una serata decente con gli amici non serve padroneggiare tutto questo gergo: con le azioni di base (check, bet, call, raise, fold) e i nomi delle combinazioni hai più che a sufficienza. Quello che conviene davvero è un mazzo che sia piacevole da distribuire. Le Bicycle Standard e le Tally-Ho sono le classiche e le trovi in qualsiasi mazzo da poker del nostro catalogo. E se vuoi organizzare la partita con criterio, ti raccontiamo tutto il kit in come organizzare una serata poker a casa. E se hai voglia di esplorare oltre l’Hold’em, dai un’occhiata alle varianti del poker: ce n’è una per ogni stile di tavolo.
Poker
Gemini Casino Phthalo Green – Carte da Gioco
One Piece – Robin – Carte da Gioco
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Tally-Ho Autumn Circle Back – Carte da Gioco
Tally-Ho Gaff – Carte da Gioco
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